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Lordo, netto, TFR: le parole della busta paga spiegate semplici

Contributi, IRPEF, imponibile, ROL: un piccolo glossario per capire davvero cosa c'è scritto nel cedolino e perché il netto è diverso dal lordo.

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La busta paga usa un vocabolario tutto suo. Una volta chiarite quattro o cinque parole, però, il cedolino smette di essere un mistero e diventa un documento che sai controllare. Ecco le più importanti, in parole povere.

Lordo e netto

Il lordo è la somma di tutto quello che ti spetta (le 'competenze'); il netto è ciò che resta dopo aver tolto contributi e imposte. Il numero che ti arriva sul conto è il netto: la differenza con il lordo non è 'sparita', è finita in previdenza e tasse.

Contributi previdenziali

Sono i versamenti che costruiscono la tua pensione futura. Una quota (per i dipendenti in genere intorno al 9%) è trattenuta dalla busta; la parte più grande la versa il datore di lavoro. Li ritrovi, nel tempo, nell'estratto conto contributivo INPS.

IRPEF e addizionali

È l'imposta sul reddito, trattenuta ogni mese dal datore che fa da sostituto d'imposta. Alle voci nazionali si aggiungono l'addizionale regionale e quella comunale. È il motivo per cui, a parità di lordo, il netto può cambiare tra una città e l'altra.

Imponibile, TFR e ROL

  • Imponibile: la base su cui si calcolano contributi (imponibile previdenziale) e tasse (imponibile fiscale). Non coincidono sempre.
  • TFR: il trattamento di fine rapporto, accantonato ogni mese e liquidato alla fine del rapporto di lavoro.
  • ROL e ferie: le ore di permesso e i giorni di ferie maturati e ancora da godere, riportati nei riepiloghi.

Con questi termini in tasca, la prossima busta paga si legge in un attimo: parti dall'inquadramento, controlla competenze e trattenute, e verifica che ferie, permessi e TFR maturati crescano come devono.